DOMUS MENTIS

6 novembre 2015 / NEWS / 0 Comments /
Domus Inpluvium 2015

 

 

Valdi Spagnulo

Domus mentis 

a cura di Claudio Cerritelli

12 novembre – 18 dicembre 2015

inaugurazione giovedì 12 novembre 2015 ore 18.30

Studio Masiero, Milano.

 

Lo Studio Masiero riapre la stagione espositiva con una personale dello sculture Valdi Spagnulo.

La mostra a cura di Claudio Cerritelli, propone le ultime ricerche dell’artista sul tema iconografico della “Domus”. Due grandi sculture pensate appositamente per lo spazio, due di medie dimensioni, una serie di carte che rappresentano progetti per opere future, oltre a diverse opere più piccole, chiamate Reverse.

Ferro, acciaio e plexiglass pigmentato, sono i materiali dominanti, insieme all’ombra che la scultura forma con la luce.

Nell’ultima importante mostra personale di Valdi Spagnulo “Sguardi sospesi” tenutasi a Palazzo del Broletto a Como nel 2014, venivano presentati diversi cicli di ricerca tra il 2007 e il 2014. Il tema degli “Sferoidi” e quello delle “Architetture” dialogavano con quello delle “Domus”.

Scrive Claudio Cerritelli nel testo che accompagna la mostra:

Nella “domus mentis” si avvertono perimetri slittanti, torsioni prospettiche, sbilanciamenti e dilatazioni, ribaltamenti e calcolate disarmonie che annullano i canoni spaziali. Le incursioni plastiche rendono apprensivo lo sguardo, lo disorientano per sperimentare lo spaesamento e l’enigma, desiderio di addentrarsi nella dimensione dell’ignoto, esperienza non definibile ma, volta per volta, attuabile.”

Il dubbio prospettico, il disequilibrio di gravità, l’asciuttezza delle forme, catturano l’attenzione e sospendono il giudizio. Il disegno geometrico con cui sono costruite le strutture sfugge a ogni regola euclidea liberando la capacità di astrazione in un gioco segnico imprevedibile.

 

VALDI SPAGNULO, Ceglie Messapica (BR) 1961.

Trascorre la sua infanzia in Puglia a Grottaglie (TA), località nota per le produzione della ceramica artigianale e artistica, frequentando l’ambiente creativo ed intellettuale dell’area pugliese e non solo sin da giovanissimo, grazie a suo padre Osvaldo, artista già noto. Nel 1973 si trasferisce a Milano con la sua famiglia, ove inizia le frequentazioni del fervido ambiente culturale della città, aprendosi all’ambito europeo con viaggi in Francia, Germania, Svizzera. Il 1984 è l’anno nel quale si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano. L’inizio degli anni ’80 vedono l’esordio dell’attività artistica come pittore, con partecipazione a esposizioni in ambito nazionale e internazionale e il debutto in mostre personali.

Gli anni ’90 danno principio ad un rapporto più intensificato con le gallerie d’arte private italiane ed europee, affermando la sua partecipazione a esposizioni in spazi pubblici, sancendo altresì il graduale passaggio dalla pittura alla scultura

Dal 2000 intensifica l’attività espositiva con partecipazione a mostre collettive di rilievo ed a mostre personali in gallerie pubbliche e private, ottenendo premi e riconoscimenti, tra i quali il 1° Premio Pittura 2001 dell’Accademia Nazionale di S.Luca a Roma.

 

La bibliografia delle mostre personali annovera curatele e testi critici di: R.Bossaglia, L.Caramel, L.Cavadini, C.Cerritelli, M.De Stasio, E.Di Raddo, R.Ferrario, S.Parmiggiani, F.Poli, E.Pontiggia, F.Solmi, A.Trabucco, M.N.Varga, A.Veca, G.Zanchetti.

Vive e lavora principalmente a Milano.

 

Principali mostre personali

1985. Locale polivalente l’Ultimo Metrò, Milano.1988. In presenza dell’assenza, Galleria l’Ariete, Bologna (a cura di F.Solmi).1989.Vitalità nell’assenza, Libreria al Castello, Milano (testo di E.Pontiggia). 1991. Percorsi della materia, Biblioteca Comunale, S. Donato Milanese (a cura di M. De Stasio). 1992. Tracce, Galleria San Fedele, Milano (a cura di M.N.Varga). A.Reggianini, V.Spagnulo, Centro Culturale Edison, Galleria delle Colonne, Parma (testo di A.Veca). 1994. La pittura come scandaglio dell’anima, Galleria la Meridiana, Agrate Brianza (MI) (a cura di L.Cavadini). 1995. Il colore dell’ombra, Chiostro di S.Agostino, Sala dei Putti, Pietrasanta (LU) (a cura di R.Bossaglia). Per contro: G.Benedini, V.Spagnulo, Castello Visconteo, Trezzo sull’Adda (MI) (a cura di S.Parmiggiani). 1996. Dialogo: D.Nenciulescu, V.Spagnulo, Galleria Spaziotemporaneo, Milano (a cura di L. Cavadini). Duel Art, stand personale galleria Spaziotemporaneo. Villa Borromeo, Cassano d’Adda (MI). La forma nella materia, Comune di Siena, Galleria Palazzo Patrizi, Siena, (a cura di F.Poli). 1997. Miart, stand personale Galleria Spaziotemporaneo, Milano. La forma nella materia, Galeria Lourdes Jàuregui, Zaragoza (E) (testo di F.Poli). 1999. La presenza attiva dell’assenza, Galleria Spaziotemporaneo, Milano. Galleria Ellequadro Documenti Arte Contemporanea, Genova, Palazzo dei Priori – ex Pinacoteca, Volterra (PI). Galerie Art 7, Nice (F) (a cura di L.Caramel). Decantazione lirica, Spazio Cesare da Sesto, Sesto Calende (VA) (testi di L.Caramel R.Ferrario). 2000. Miart, stand personale galleria Spaziotemporaneo, Milano. 2001. 1° Premio di pittura, Accademia Nazionale di S.Luca, Roma. 2004. Parvenze di precarietà, Galleria Arte + arte Contemporanea,Varese (a cura di G.Zanchetti). 2006. Lembo di cielo, Galleria Milly Pozzi Arte Contemporanea, Como (a cura di E.Di Raddo). 2007. Asimmetrie-pieghe-torsioni, Galleria Cavenaghi Arte, Milano (a cura di A.Veca). 2009. Dipinti e Sculture: M. De Angelis, A.Nakamyia, V.Spagnulo, AR Officina Arte Contemporanea,  Gorgonzola (MI). 2013. Arte e…Quintessenza: P.Pasquali, G.Rumi, V.Spagnulo, Quintessenza Tenuta Quadra, Cologne (BS). 2014.Valdi Spagnulo: Sguardi sospesi – sculture 2007/2014, Sala del Broletto, Como (a cura di C.Cerritelli). 2015. La Via Lattea, Galleria Gli eroici furori, Milano, Studio Gabelli, Milano (a cura di S.Agliotti – G.Gabelli).

Numerose sono le partecipazioni alle esposizioni collettive in Italia e all’estero.

Valdi Spagnulo

Domus Mentis

a cura di Claudio Cerritelli

12 novembre – 18 dicembre 2015

inaugurazione giovedì 12 novembre 2015 ore 18.30

 

STUDIO MASIERO

Via E. Villoresi 28 – secondo cortile, 20143 Milano

martedì – venerdì 15.00 – 19.00, per altri giorni e orari su appuntamento

info@monicamasiero.it +39 335 8455470


LA VIA LATTEA

13 febbraio 2015 / NEWS / 0 Comments /
La Via Lattea - 2009

 

Valdi Spagnulo

La Via Lattea

a cura di Silvia Agliotti e Giancarlo Gabelli

18 febbraio – 4 marzo 2015

 

inaugurazione: mercoledì 18  febbraio

ore 18,30  - Gli eroici furori

ore 20,00  - Studio Gabelli

ORARI  MOSTRA

Gli eroici furori –  martedì-venerdì dalle 15,30 alle 19,00 – sabato dalle 15,00 alle 18,00

mattino su appuntamento

Studio Gabelli –  lunedì-venerdì dalle 10,00 alle 19,00  – o su appuntamento

La galleria Gli eroici furori arte contemporanea e lo Studio Gabelli inaugurano una personale dell’artista d’adozione milanese Valdi Spagnulo. Pensata per questi spazi, l’esposizione  racconta l’excursus della recente poetica dello scultore che, attraverso una raccolta di opere singole e ad installazione ripercorre circa 7 anni di lavoro, le mostre oscillano quindi  tra un recente passato e il presente.

“Lune, astri, corpi celesti. Una Via Lattea dove, come nella relatività einsteiniana, le grandi masse rallentano il tempo e curvano lo spazio. Le opere di Valdi Spagnulo sono come corpi celesti curvi, freddi di metallo e caldi di plexi, trafitti da altri corpi che ne soppesano l’equilibrio. Forme leggere a tratteggiare spazi possibili oltre il visibile e il concreto. Universi desueti, armonie ancestrali. Forse. Nell’immaginario appaiono storie, vite, navicelle che ci trasportano su pianeti sconosciuti, notti con molte lune che si inseguono. E noi desiderosi di queste incertezze…dal mare di nulla e dalle vaghe stelle inizia il sapere.

I blu, gli azzurri, i corpi cerulei che stanno dentro le opere di Spagnulo e spesso ne fuoriescono tronchi, quasi come piccoli tubicini per l’ossigeno ci permettono di respirare.  Anche se siamo lontani. Molto lontani. A ben più di mille miglia dalla Terra”. (Silvia Agliotti)

 “…Con il ciclo degli “Sferoidi” (2009-2014) si entra in un’altra atmosfera ambientale, si tratta di molteplici pezzi concepiti come una Via Lattea, movimento di frammenti metallici che passano davanti agli occhi dopo essere stati modellati dalle mani dell’artista, esplorazione di luoghi cosmici attraverso i segni audaci della scultura.  .,.In entrambi i cicli di “Sferoidi” conta l’efficacia del procedimento istallativo, il respiro dialettico della composizione, il modo di sentire lo spazio come campo aperto alle sollecitazioni del luogo espositivo. E’ importante il fatto che -ogni volta- l’artista può ricreare la disseminazione dei pezzi inventando nuovi equilibri all’interno del ritmo trasversale che avvolge la parete: scia lattiginosa, sciame in divenire che sprigiona sensazioni fisiche e mentali, pensieri ed emozioni libere di provocare un senso di smarrimento nelle galassie dell’immaginario.” (da Sguardi sospesi, di Claudio Cerritelli, su catalogo).

Gli eroici furori arte contemporanea                                                                                            Studio Gabelli

Via Melzo, 30 – 20129 Milano                                                                                                      Galleria Buenos Aires,11 – 20129 Milano

Tel. +39 02 3764 8381 cell. + 39  347 8023868                                                                          Tel. +39 02 2047853

www.furori.it

silvia.agliotti@furori.it


DALL’OMBRA LA LUCE

7 dicembre 2014 / NEWS / 0 Comments /

DALL’OMBRA LA LUCE, incisioni contemporanee

a cura di Claudio Cerritelli,

collettiva con Adalberto Borioli, Italo Bressan, Roberto Casiraghi, Misia De Angelis, Paola Fonticoli, Valeria Manzi, Franco Marrocco, Loredana Muller, Ayako Nakamiya, Alessandro Savelli, Tetsuro Shimizu, Valdi Spagnulo

inaugurazione 11 dicembre ore 18.30,

12 dicembre 2014 – 23 gennaio 2015.

Studio Masiero, Milano

 

Non sono molti gli artisti che si cimentano con l’arte incisoria.  Non è una tecnica usata in tempo di tecnologie avanzate. Nata per creare multipli di opere d’arte da far circolare in epoche dove la comunicazione era lenta e cartacea, viene oggi assediata dalla realtà aumentata del web.

Ovunque si possono recuperare immagini di opere d’arte anche di ottima qualità.  E dunque oggi è solo il desiderio – o il bisogno – dell’artista di cimentarsi in una tecnica tanto difficile, che spinge alcuni autori a cercare i pochi laboratori rimasti per incisori ed esprimere sulla lastra il proprio linguaggio.

Fra loro ci sono i “puristi”, coloro che cercano torchio tradizionale, bulino e inchiostro e gli “sperimentatori” che invece si fanno sedurre dalle nuove macchine di stampa. La lastra viene sempre incisa dall’artista, ma gli inchiostri vengono stampati con tecnologia digitale. E dunque acquatinta e acquaforte spesso sono getti digitali di inchiostro.

In questa mostra vengono presentate solo opere  di artisti che utilizzano la tecnica tradizionale dell’arte calcografica.

Dodici autori, un allestimento con più di venti incisioni diverse -e molte altre  in archivio- tutte opere appartenenti alla categoria dell’astratto, del non figurale, dell’aniconico.

Alcuni Maestri,  alcuni giovani, tutti  assolutamente appartenenti al mondo della pittura o della scultura, alcuni contaminati dalla poesia scritta, tutti pervasi dalla forma poetica della propria cifra stilistica.

Poesia e lirismo si leggono in tutte queste opere prodotte a regola d’arte, grazie all’incontro delle competenze  sui diversi aspetti dell’arte incisoria quali la carta, il torchio e il suo uso, l’inchiostro, la lastra, l’acido, la puntasecca, il bulino, la ceramolle, solo per citarne alcuni, coniugato con la capacità artistica di ognuno.

Rare sono le occasioni espositive dedicate all’incisione, in particolare nelle gallerie private.

E dunque la mostra dall’ombra la luce – metafora che indica il nero dell’inchiostro e il bianco della carta, il processo creativo necessariamente al rovescio e lo svelamento dell’opera solo allo scoprimento del foglio dal torchio- rappresenta un’occasione preziosa per documentare questo tipo di linguaggio,  per approfondirne la conoscenza o ancora, per avvicinarlo per la prima volta.

 

STUDIO MASIERO

via e. villoresi 28 – secondo cortile – 20143 milano

martedì – venerdì 15.00 – 19.00

per altri orari e giorni su appuntamento

+39 3358455470 - info@monicamasiero.it - skype: monicamasiero


OMBRA KAGE 影

1 novembre 2014 / NEWS / 0 Comments /

La Galleria PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI

in collaborazione con  Fortunagoinarte presenta

OMBRA - KAGE - 影

6 novembre – 4 dicembre 2014
inaugurazione giovedì 6 novembre ore 18.30

a cura di
Matteo Galbiati e Raffaella Nobili

opere di Pietro Coletta, Marco Grimaldi, Asako Hishiki, Fukushi Ito, Takimoto Mitsukuni,
Ayako  Nakamiya, Patrizia Novello, Pietro Pasquali, Valdi Spagnulo

La Galleria Paraventi Giapponesi- Galleria Nobili ha il piacere di presentare a Milano OMBRA | KAGE |  , mostra liberamente ispirata a Il Libro d’ombra (陰翳礼讃), saggio sull’estetica del quotidiano, scritto da Tanizaki Juni’chiro e pubblicato in Giappone nel 1933.
La collettiva proposta di artisti giapponesi e italiani è stata realizzata grazie al supporto e contributo del Comune di Fortunago e dell’associazione Fortunagoinarte e, concepita per essere sviluppata a tappe, il primo appuntamento si è svolto lo scorso mese di agosto presso gli spazi della sala consigliare del borgo medioevale, un luogo di incontri e mostre d’arte che vanta una storia espositiva ventennale e che ha visto avvicendarsi alcuni trai i protagonisti maggiori dell’arte contemporanea.
La seconda tappa, che prevede un nuovo allestimento presso la Galleria Nobili, aprirà il prossimo 6 novembre 2014 con l’inedita presenza di alcune opere degli artisti presenti nella prima fase e l’inserimento dello scultore Takimoto Mitsukuni.
Tanizaki scrive Il libro d’ombra nel 1933, periodo in cui la società tradizionale giapponese stava mutando notevolmente sotto l’influsso di modelli estetici occidentali, ravvisabili nella nuova e cangiante  fisionomia urbana.  L’irruzione della luce elettrica, a discapito di sistemi di illuminazione più desueti, cambia inevitabilmente l’impressione del mondo cui l’autore è uso. Il rapporto tra la percezione di luce e ombra in Occidente ed Oriente è il pretesto usato da Tanizaki per indagare i cambiamenti in corso. La luce moderna è sentita come accecante rispetto alla penombra degli interni tradizionali giapponesi, dove i materiali e gli oggetti tipici di uso quotidiano quali paraventi in foglia d’oro, ceramiche vissute e cristalli resi opachi dal tempo, vibrano e sono nobilitati da diversi toni e gradi d’ombra.
Quanto gli occidentali cercano luce e chiarezza privilegiando la vista come senso cardine, così gli orientali sviluppano nelle arti e nella letteratura una forte propensione all’ombra, cui è strettamente connesso il concetto di sabi.
Il wabi sabi, 侘寂, è un valore estetico giapponese basato sull’accettazione della transitorietà delle cose secondo la dottrina buddhista di Antiya. Traducibile con bellezza imperfetta è riferibile a quegli oggetti, naturali o artificiali, capaci di evocare in noi una sensazione di serena malinconia.
Wabè la semplicità rustica e sabi la bellezza o serenità che proviene dalla consapevolezza del trascorrere del tempo: così la vita umana e degli oggetti è evidenziata dalla patina, dall’usura, da difetti ed eventuali imperfezioni.
La mostra presentata si ispira fortemente al testo di Tanizaki osservando come l’ombra, diventi mezzo per cui è possibile il recupero e l’esercizio amplificato di tutti i sensi e non solo della vista. Ombra che non si manifesta come oscurità e buio solamente, ma anche attraverso un altro modo di intuire e percepire il colore.
Data la natura itinerante del progetto, la mostra presenta, in ogni occasione di allestimento, una progettazione adeguata e specificatamente pensata per i luoghi prescelti: a Fortunago, antico borgo medioevale in cui il ritmo di vita più lento rispetto alla città favorisce un’attenzione differente, gli spazi non convenzionali a disposizione hanno permesso di esperire le opere con ideali condizioni e giusto tempo. La scelta prevalente ha riguardato opere di scultori che hanno permesso di rivolgersi all’oggetto nello spazio e di aprire una relazione stretta tra la sua corporeità fisica e l’incorporeità cangiante della sua ombra che, per le peculiari condizioni di luce, poteva evolvere e cambiare durante l’arco della giornata. Il cambiamento della percezione nell’osservatore apriva un rapporto con la dimensione del tempo, e le influenze delle diverse condizioni di luce date dal passaggio dei giorni e delle stagioni differenti.
Negli spazi della galleria a Milano le condizioni saranno nuovamente diverse e suggeriranno livelli inediti di lettura delle opere proposte, insistendo e accentuando la riflessione su Tanizaki da cui tutto ha avuto origine.

con il Patrocinio della Provincia di Pavia e di I Borghi più Belli d’Italia
con il Patrocinio e il contributo di Comune di Fortunago
organizzazione e coordinamento Fortunagoinarte
con il supporto di Michele Perego personal promoter San Paolo Invest e Paraventi Giapponesi – Galleria Nobili

Per informazioni e richiesta immagini ad esclusivo uso stampa contattare:

PARAVENTI GIAPPONESI – GALLERIA NOBILI
Via Marsala 4 Milano - Telefono +39026551681
Raffaella Nobili +393396008358
Alessio Nobili    +393480687073
Orari: lunedì 15.00-19.00; da martedì a sabato 11.00-13.00 e 14.00-19.00

 


VALDI SPAGNULO, SGUARDI SOSPESI – sculture 2007 / 2014

4 aprile 2014 / NEWS / 0 Comments /
White shadow 2007, ferro, acciaio, plexiglass pigmentato, vernici, cm.70x80x15 ca.

coume-como

VALDI SPAGNULO 

SGUARDI SOSPESI – sculture 2007 / 2014

a cura di Claudio Cerritelli

Palazzo del Broletto – Como

3 maggio – 2 giugno 2014

inaugurazione: sabato 3  maggio – ore 18,30 La mostra pensata appositamente per questo spazio espositivo, dallo scultore Valdi Spagnulo, racconta l’escursus della recente poetica dell’artista di origine pugliese che dal 1973 vive a Milano. Scrive il curatore della mostra Claudio Cerritelli: “Questa mostra oscilla tra passato e presente ripercorrendo circa 7 anni di lavoro di Valdi Spagnulo attraverso cicli di opere che trasformano il luogo espositivo in un teatro di percezioni visive e tattili. L’ambiente è attraversato dagli stati pulsionali dei materiali, concatenazioni di opere bilanciate su opposte qualità, dinamismi plastici modulati nella fermezza del metallo e lievi cromatismi depositati nella trasparenza del plexiglas.  Valdi sviluppa il suo racconto polisensoriale cercando respiri dilatati, percezioni instabili del vuoto, vibrazioni aeree sospinte oltre i limiti del reale, prossime a quella vastità imponderabile cui aspira lo scultore mentre costruisce e trasforma i materiali scelti con ostinata accuratezza. Lo spettatore ha il compito di entrare nelle soglie abbagliate dal bianco totale e di ammirare le geometrie disseminate nello spazio, dialogando con metamorfosi di forme reversibili e con schermi di immaginarie galassie, fino a captare i mutevoli riverberi che modificano i confini prestabiliti. Nel percorso espositivo le opere si presentano nella dimensione irripetibile di nuove relazioni, partecipano a un’istallazione totale giocata sulle consonanze dei materiali, in uno scambio continuo tra valori strutturali e percezioni virtuali, processi fisici e mentali tenuti sempre sul filo della leggerezza. I cicli di ricerca (2007-2014) si collegano spontaneamente tra di loro come una costellazione d’immagini in cui s‘incontrano i caratteri persistenti dell’immaginario di Valdi: simmetrie infrante, torsioni in bilico, sconfinamenti lineari, impronte modulari,  e ogni altra tentazione di inglobare architetture interiori e astrazioni spaziali. In questa dimensione polivalente spazio nascono inquiete tensioni mentali, cresce il conflitto tra emozione e razionalità, si avvertono possibilità sensoriali intrinseche alla luce che si rivela e -al tempo stesso-  si trasforma in energia mentale proiettata altrove.  Siamo in presenza di un’aspirazione a esprimere l’esserci della scultura come potenzialità di luoghi reali e virtuali, dimensione fenomenica di forme astratte e concrete, esplorate con passione per cogliere l’essenza dei valori costruttivi inusitati. Ed è proprio con quest’ansia di invenzioni spaziali che Valdi Spagnulo sta sviluppando la sua avventura creativa,  interrogando i materiali e le tecniche, sperimentando le forme più appropriate per esprimere una verità immaginativa fatta non di soluzioni compiute ma di sguardi sospesi sul confine di molteplici sensi.”

 

SCARICA IL COMUNICATO Valdi Spagnulo, Sguardi Sospesi, Broletto